Google Page Experience: rivoluzione UX per la SEO del 2021

Rivoluzione targata Google in arrivo: pesante update in arrivo nei primi mesi del 2021, la User Experience sarà elemento rilevante nelle logiche di posizionamento SEO

Core Web Vitals. Tre parole già familiari per chiunque operi nel campo del Web Marketing, in quanto già diversi mesi fa è arrivata una comunicazione da Google relativa a un grande update che verrà lanciato dal principale motore di ricerca nei primi mesi del 2021. Ancora un velo di mistero sulla definitiva data dal rilascio (ipotizzata tra gennaio e marzo, non ufficializzata dal colosso statunitense), ma è certo che interverranno nuove metriche che muteranno, probabilmente in maniera pesante, le logiche di posizionamento SEO sinora note.

Google, infatti, terrà conto non solo dell'accortezza dei contenuti e delle buone pratiche attualmente adottate ma anche, in maniera più prestante, degli accorgimenti tecnici apportati in materia di User Experience. La cosiddetta Page Experience diverrà così fattore preponderante di ranking: non cambieranno tanto le regole attuali della SEO, che rimarranno sempre valide, quanto la necessità di apportare modifiche alle componenti di stile necessarie per offrire al visitatore la miglior esperienza possibile sui siti internet.

 

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Quali sono i nuovi fattori da tenere in considerazione?

I Core Web Vitals saranno desunti da fattori tecnici di UX, sommati a esperienze tratte dalla navigazione di utenti reali su Chrome che si sono prestati a collaborare con Google. 

In particolare, saranno cinque le metriche soggette alle valutazioni sull'esperienza utente, ossia:

  1. Navigabilità del sito. Uno dei fattori maggiormente rilevanti è legato al corretto funzionamento del sito nella navigazione. Al già noto requisito della velocità di avvio, misurabile tramite PageSpeed Insights, si sommerà anche il tempo di interattività con la pagina.

  2. Sicurezza del sito. In ottica UX sarà ancora più rilevante il rispetto delle pratiche di sicurezza del sito, per garantire una navigazione tranquilla e priva di rischi per chi visita le pagine. L'utilizzo del protocollo HTTPS e dei certificati SSL diverrà con ogni probabilità il fattore maggiormente preponderante in tale ottica e si aggiungeranno anche le logiche di Safe Browsing per evitare attacchi alla sicurezza del sito. A tal proposito, la Google Search Console avvisa quando qualcosa non va tramite il Report Security Issues)

  3. Usabilità del sito. Una metrica tramite la quale avverrà la valutazione sul buon perseguimento delle pratiche UX è relativa all'usabilità del sito da parte dell'utente. Fruibilità delle pagine e logiche di engagement saranno parametri sui quali si baseranno indicizzazione e posizionamento delle pagine.

  4. Facilità di utilizzo del sito. Gli utenti possono interagire correttamente sulle pagine? Anche questo sarà un elemento rilevante nelle nuove valutazioni di Google. Ai problemi già segnalati dalla Search Console, come elementi troppo vicini nella pagina e la conseguente difficoltà d'interazione, specie da mobile, si sommeranno ulteriori fattori quali l'abuso di pop-up e annunci intrusivi sulla pagina che, di fatto, bloccano la navigazione e inibiscono una proficua UX.

  5. Naturalezza nella navigazione sul sito. Se le logiche mobile-first avevano già mutato in maniera profonda i paradigmi SEO, l'avvento del nuovo update darà ancora più importanza all'ottimizzazione dei siti per la navigazione da smartphone e tablet. Criteri come piacevolezza, regolarità e sicurezza dell'interazione da mobile diverranno linfa quotidiana per gli UX designer, con valutazioni di Google che riguarderanno, ad esempio, la facilità di compilare form di contatto e l'assenza di rallentamenti ed errori.

In sintesi, l'obiettivo di Google sarà quello di offrire all'utente la miglior esperienza possibile: saranno così premiati con un punteggio di qualità migliore, in ottica di posizionamento, quei siti che faranno... sorridere i visitatori 😀

User Experience SEO

 

CLS, LCP, FID: i nuovi parametri da valutare

Segnali premonitori della grande rivoluzione Made in Google sono nuovi parametri che l'azienda americana ha già introdotto in alcuni applicativi. Chi, ad esempio, ha recentemente utilizzato il PageSpeed Insights avrà sicuramente notato, alla sezione Dati di prova controllati, come vengono riportati alcuni fattori di valutazione inediti per determinare il punteggio di velocità della pagina. In particolare, sono tre gli macroelementi che dovrebbero essere utilizzati da Google, momentaneamente integrabili ad Analytics e alla Search Console tramite appositi script.

 

1. CLS (Cumulative Layout Shift)

Il CLS, acronimo di Cumulative Layout Shift, è il parametro tramite il quale Google misura e valuta la stabilità visiva di una pagina. In particolare, saranno visionati tutti i movimenti di layout per ogni spostamento improvviso che si verifica in una pagina o in un gruppo di pagine, sia da desktop che da mobile. La buona esperienza dell’utente è preservata se il punteggio è inferiore a 0,1 (0 equivale a piena stabilità).

2. LCP (Largest Contentful Paint)

Fattore di valutazione di Google, soprattutto in termini di velocità di caricamento della pagina, sarà il Largest Contentful Paint (LCP), ossia il tempo di caricamento dell’elemento principale della pagina, considerando come tale il contenuto visibile più grande all’interno della stessa. L'ottimizzazione di questo elemento passa da diversi fondamentali, quali:

  • la cura delle immagini, utilizzando grafiche e foto di dimensioni non elevate (possibilmente entro i 300 KB) ma che allo stesso tempo garantiscano una buona qualità dell'immagine.
  • la cura dei font, evitando caricamenti asincroni e problemi di risoluzione degli stessi, così da non produrre il cosiddetto effetto FOIT (flash of invisible text).
  • l'ottimizzazione del CSS e dei contenuti JavaScript per garantire un codice pulito e con rapidi tempistiche di caricamento.

Il tempo ottimale di caricamento, secondo Google, deve essere inferiore ai 2,5 secondi.

3. FID (First Input Delay)

Il FID (First Input Delay) serve a valutare la prima interattività del sito, ossia il tempo (in millisecondi) che intercorre tra l’interazione dell’utente con la pagina e il momento in cui risponde il browser, particolare di fondamentale importanza nelle landing page. Il FID ottimale è inferiore a 100 millisecondi.

Cattura

 

Come far convergere UX e SEO?

Per la prima volta, dunque, UX e SEO conviveranno in un’ottica misurabile e utile per rivoluzionare i siti in un processo volto al miglioramento della buyer's journey e del ranking. Sarà importante che:

  1. I diversi reparti aziendali coinvolti siano informati delle novità in materia di combinazione UX-SEO, specie per quelle realtà più strutturate in cui i reparti marketing, web e i graphic designer lavorano in ambienti separati;
  2. Siano misurati e analizzati immediatamente i nuovi indicatori introdotti, la Page Experience e il ROI (Return on Investment);
  3. Siano individuate le aree di miglioramento e i correttivi da apportare;
  4. Vengano prese decisioni su se e come sistemare le debolezze viste;
  5. Una volta effettuate le modifiche, Google venga informato tramite un nuovo invio della sitemap;
  6. Vengano misurati gli eventuali miglioramenti in termini di UX e ranking, nonché le variazioni in termini di ROI.

 

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