Adegua il tuo sito agli standard di sicurezza HTTPS premiati da Google

Per Google la sicurezza è una priorità assoluta: al fine di garantire la qualità dei siti Web per utente e motori di ricerca, dal 2018 passare al protocollo HTTPS è divenuto praticamente obbligatorio.

 

Ultimo aggiornamento: 6 Febbraio 2020

 

Perché Google ha deciso di penalizzare i siti HTTP?

Google, infatti, ha più volte dichiarato che l'adozione del protocollo HTTPS fornisca maggiori garanzie all'utente, e nel continuo processo di miglioramento dell'user experience (che, come ormai noto, è un fattore di ranking rilevante) ha, di fatto, imposto la transizione.

Grazie a HTTPS, infatti, l’utente ha due importanti garanzie:

  • è sicuro di comunicare esattamente con il sito web voluto;
  • le informazioni scambiate non saranno intercettate e/o manipolate da terzi.

I siti con protocollo HTTP, così, risultano fortemente penalizzati da Google: si è già verificata, per chi non si è adeguato, la perdita di posizioni all’interno del motore di ricerca. La conseguenza più diretta è data da un drastico calo di visite al proprio sito, un impatto rilevante sulla strategia SEO adottata.

Quali sono altri motivi per cui il tuo sito riceve poche visite? Approfondisci con questo articolo.

 

Come evitare penalizzazioni?

Provvedere al cambio di protocollo è dunque un’operazione necessaria, sia per evitare penalizzazioni da parte di Google, sia perché questo passaggio sarà considerato un fattore di ranking SEO. Google, infatti, dal 1 Gennaio 2018 ha garantito ai siti web sicuri una posizione privilegiata nei risultati della SERP, come da dichiarazioni precedenti, penalizzando quindi quelli sprovvisti di certificato.

Adeguarsi al protocollo HTTPS è un importante segnale di fiducia che aumenta la credibilità del tuo sito agli occhi degli utenti, è un modo sicuro per proteggere i dati da vari tipi di attacchi ed ti aiuta nel posizionamento sui motori di ricerca.


Se ti interessa approfondire l’argomento puoi leggere l’articolo su HTTP, SPDY e HTTP/2


Le conseguenze per chi non si adegua

A partire da ottobre 2017, tutti i siti sprovvisti di certificato di sicurezza e che prevedono una qualsiasi immissione di testo, come l’iscrizione alla newsletter, sono marchiati con la scritta "NON SICURO" nella barra di navigazione del browser. L'utente viene così allertato sulla pericolosità del sito, se quest'ultimo non permetterà il trasporto di informazioni attraverso un canale sicuro SSL/TLS riconoscibile, appunto, dalla presenza del protocollo HTTPS.

Non si tratta esclusivamente di questione di sicurezza, ma anche di reputazione del proprio sito internet: un sito con HTTPS sarà percepito dal visitatore come più affidabile. Infatti il protocollo HTTPS riduce le possibilità di subire spoofing e impedisce che i dati possano essere intercettati in una connessione pubblica o tramite un router compromesso, evitando quindi siti di truffa e phishing.


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